Design Week 2026: a Milano si è compreso come i mondi più distintivi dell’identità italiana, Design e Tessile, siano sempre più connessi e legati tra loro dal filo non invisibile della sostenibilità e della circolarità.
Da quasi due anni l’Italia attende la pubblicazione della norma nazionale sulla Responsabilità Estesa del Produttore in ambito tessile, che ricordiamo, non è solo abbigliamento, ma calzature, accessori e tessili per la casa. Le aziende sono chiamate a rispondere a un’esigenza che viene sempre più dal mercato, dal consumatore, ma che purtroppo non ha ancora una base normativa efficace e operativa che permetterebbe di fare chiarezza e di attivare concretamente l’evoluzione del comparto.
Consorzio Ecotessili, sistema collettivo nato per rispondere alle esigenze dei produttori tessili, ha cercato di analizzare le conoscenze attuali delle aziende relativamente all’EPR, in modo da orientare le azioni più utili e concrete per aiutare le aziende a dipanare la confusa matassa di obblighi e oneri.
Il test conoscitivo condotto da Consorzio Ecotessili sta dando risultati forse attesi, ma anche illuminanti, che possono aiutarci a tracciare il percorso.
Le aziende che finora hanno risposto sono prevalentemente di piccole e medie dimensioni, confermando non solamente l’importanza delle PMI nella rete produttiva italiana, ma soprattutto la necessità di essere vicini a realtà che non necessariamente hanno una struttura adeguata ad affrontare questa nuova sfida.
Significativo e, a ulteriore supporto, l’analisi dell’attività delle aziende partecipanti: circa la metà produce conto terzi, la parte restante si divide tra quanti producono anche o in via esclusiva a marchio proprio e quanti importano dall’estero. Questi pochi elementi ci permettono di fare una piccola ma necessaria precisazione: la manifattura conto terzi non è direttamente coinvolta nell’EPR. Rappresenta però un anello fondamentale della catena, che sarà in ogni caso chiamato a fornire risposte ai propri clienti, sia italiani sia esteri. Risposte che impattano sul mercato interno, ma anche, evidentemente, sul mercato estero: la normativa è Europea e bisognerà adeguarsi alle declinazioni nazionali che ogni stato membro metterà in pratica. Supportare le aziende anche su questo tema è un compito fondamentale.
Le domande chiave relativa alla consapevolezza delle aziende circa l’esistenza dell’EPR, quali le definizioni e cosa comporta, stanno facendo emergere una certa confusione. A fronte di una buona conoscenza del passaporto digitale, la nebbia si infittisce quando si parla di eco-modulazione e, soprattutto, se si cerca di entrare nel merito del ruolo dei sistemi collettivi.
Siamo quindi nuovamente chiamati a fare chiarezza, a orientare, evitando che concetti di sostanza restino solo lustrini, dichiarazioni di intenti o peggio, vuoti obblighi.
Noi di Ecotessili ci sentiamo in dovere di farci prossimo, nel senso di accompagnare, di formare, di dare indicazioni chiare e trasparenti, restituendo alle aziende e alla collettività quell’efficienza e quella concretezza necessarie per affrontare una transizione sfidante.
Nel frattempo, se sei un’azienda tessile e non hai ancora fatto il test di autovalutazione, puoi metterti alla prova a questo link: https://forms.gle/eKtyqqW6WiEn2jU89

