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FAQ sull’Extended Producer Responsibility (EPR – Responsabilità Estesa del Produttore) in ambito tessile

NB: la FAQ è stata elaborata da Ecotessili sulla base delle ultime bozze di decreto attuativo. Saranno aggiornate in caso di novità in merito. Per esserne informato iscriviti alla nostra Newsletter

Significa che i produttori devono farsi carico del finanziamento e della organizzazione della raccolta, dell’avvio a preparazione per il riutilizzo, riciclaggio e recupero dei rifiuti derivanti dai prodotti tessili oggetto del presente decreto. Il produttore è anche tenuto a una progettazione ecosostenibile dei prodotti tessili, alla dichiarazione annuale di immesso, alla promozione del riutilizzo e della riparazione, a informare i consumatori sulla corretta gestione del prodotto tessile dismesso, comunicare i risultati della raccolta e trattamento dei rifiuti tessili. In genere i produttori ottemperano a quest’obbligo tramite l’adesione a un sistema collettivo (consorzio) come Ecotessili che, grazie alla sua capillare rete di raccolta e di gestione dei rifiuti tessili e alla ventennale esperienza del Sistema Ecolight, è in grado di intervenire su tutto il territorio nazionale per conto dei propri consorziati.

Per produttore di prodotti tessili si intende:

  • la persona fisica o giuridica stabilita in Italia che, a titolo professionale, per conto proprio o tramite terzi, alternativamente fabbrica o immette sul mercato nazionale un prodotto apponendovi il proprio nome o ragione sociale o marchio registrato; il responsabile dell’immissione sul mercato non è considerato produttore se il prodotto reca anche il nome o la ragione sociale o il marchio registrato del fabbricante;
  • la persona fisica o giuridica stabilita in Italia che, a titolo professionale, importa o immette per prima sul mercato nazionale prodotti fabbricati da persone fisiche o giuridiche non stabilite in Italia;
  • la persona fisica o giuridica non stabilita in Italia che, a titolo professionale, immette sul mercato nazionale prodotti mediante tecniche di comunicazione a distanza direttamente al consumatore o all’utente finale
I produttori versano ai sistemi collettivi un contributo finanziario, denominato “contributo ambientale”, che verrà utilizzato dal consorzio per la copertura dei costi relativi a: raccolta e trattamento, recupero, riciclo, misure di prevenzione, di riutilizzo e riparazione. Il contributo ambientale è inoltre impiegato per accrescere l’efficienza della filiera, mediante attività di ricerca scientifica e sviluppo applicata all’ecodesign dei prodotti tessili, allo studio di nuove tecnologie e sistemi innovativi, anche ai fini della riduzione dei prodotti chimici utilizzati nel settore tessile e delle fibre tessili più difficilmente recuperabili.
Una volta che il sistema sarà avviato, il produttore verserà trimestralmente il contributo ambientale calcolato da Ecotessili sulla base della dichiarazione dell’immesso sul mercato dell’anno solare precedente.
Non ancora. La Direttiva (UE) 2018/851 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 30 maggio 2018 che modifica la Direttiva 20008/98/CE relativa ai rifiuti (Direttiva Rifiuti), introduce una serie di principi relativi all’economia circolare, fra i quali la responsabilità estesa del produttore (EPR) del settore tessile, con l’obbligo, per gli Stati Membri, di istituire una raccolta differenziata entro il 2025. Il recepimento italiano della direttiva con il D. Lgs. 116/2020 aveva anticipato tale data al 1° gennaio 2022, ma in assenza di uno specifico decreto attuativo il sistema non è ancora stato possibile avviarlo.

Il canale preferenziale è mantenersi aggiornato mediante la pre-adesione ad Ecotessili, che comporta anche la ricezione di una newsletter con tutte le novità legislative sull’EPR tessile.

Si tratta della prima messa a disposizione di un prodotto tessile sul mercato nazionale (ossia la fornitura di un prodotto tessile per la distribuzione, il consumo o l’uso sul mercato nazionale nel corso di un’attività commerciale, a titolo oneroso o gratuito) nell’ambito di un’attività professionale.

Sono inclusi i capi di abbigliamento, le calzature, gli accessori, la pelletteria e il tessile da casa e per ospitalità, giocattoli in tessuto e imballaggi in tessuto, finito e immesso al consumo, comprensivo di tutte le sue parti, componenti e accessori, qualunque sia la composizione e la destinazione d’uso. In attesa del decreto attuativo, un elenco dettagliato è presente nel nostro sito qui.

Sì, ad esempio sono incluse tutte le calzature, le cinture, le valigie, le borse, ecc. In attesa del decreto attuativo, un elenco dettagliato è presente nel nostro sito qui.

Sì, ad esempio sono incluse tutte le calzature, le cinture, le valigie, le borse, ecc. In attesa del decreto attuativo, un elenco dettagliato è presente nel nostro sito qui.

Chi distribuisce prodotti tessili attraverso un punto di vendita fisico, avrà l’obbligo di ritirare i rifiuti tessili conferiti dai consumatori che acquistano un nuovo prodotto tessile, in ragione di uno contro uno. Tale obbligo sarà probabilmente attribuito ai punti vendita con una superficie commerciale superiore a una certa soglia. Se un punto vendita vende i prodotti tessili che sono stati importati da fuori Italia, oltre agli obblighi del distributore ha anche quelli del produttore.
Chi effettua la vendita mediante mezzi di comunicazione a distanza, a fronte della vendita di un prodotto tessile, avrà l’obbligo del ritiro uno contro uno indicando al consumatore le modalità di ritiro e i luoghi fisici in cui conferire direttamente il rifiuto tessile. Il venditore senza una sede in Italia dovrà avvalersi di un rappresentante italiano sul quale ricadranno tutti gli obblighi dell’EPR tessile.
I rifiuti vengono raccolti in tutta Italia presso i Centri di Raccolta comunali, le apposite campane e i punti vendita dei distributori di prodotti tessili. Vengono quindi trasportati a centri di stoccaggio e avviati agli impianti di cernita che, in base alle caratteristiche di ogni pezzo, suddividono i rifiuti e li destinano alle successive attività di riciclo dei filati, di riparazione e riutilizzo, di trattamento e di recupero.
La correttezza, l’efficacia e l’efficienza del sistema saranno controllate dal Centro di Coordinamento per il Riciclo dei Tessili (CORIT). L’attività del CORIT e i dati di raccolta saranno monitorati dal Ministero dell’Ambiente e dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA).
Fino alla pubblicazione del decreto attuativo, non è possibile ipotizzare target numerici precisi. È probabile che verranno previsti dei target specifici per il tasso di raccolta differenziata e per i tassi di riutilizzo, riciclaggio e recupero.

Ecotessili è un sistema collettivo costituito sotto forma di consorzio di diritto privato, fondato da alcuni fra i principali produttori di prodotti tessili per ottemperare agli obblighi derivanti dall’EPR del settore tessile, nell’interesse dei produttori e distributori medesimi. Ad Ecotessili si può aderire in qualità di Produttori, Distributori e Operatori. Ci contatti se è interessato.
Fino alla pubblicazione del decreto attuativo potrà assicurarsi il nostro supporto anche mediante la pre-adesione.

Ecotessili fa parte del sistema Ecolight che opera da oltre 15 anni nel settore dei rifiuti. La nostra società operativa, Ecolight Servizi Srl, è autorizzata alla gestione della raccolta e dello smaltimento di qualsiasi tipologia di rifiuto tessile. Per ottenere maggiori informazioni contattaci attraverso il sito: www.ecolightservizi.it