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Il consorzio Ecotessili nasce dall’esperienza e dal know-how di Sistema Ecolight per mettere a disposizione delle aziende del settore tessile gli strumenti acquisiti e le conoscenze maturate in oltre 20 anni di attività.

La missione di Ecotessili è quella di dare vita a un nuovo sistema EPR – Responsabilità Estesa del Produttore – capace di coniugare efficienza, tracciabilità, riduzione dell’impatto ambientale nella gestione dei prodotti tessili che vengono dismessi dai consumatori o dalle imprese, creando filiere dedicate e affidabili. Il consorzio, che è stato promosso da Federdistribuzione e da importanti insegne aderenti alla Federazione, si pone come interlocutore primario delle aziende nella gestione di tessili e tessuti, facendo in modo che siano proprio le imprese a giocare il ruolo di protagoniste negli indirizzi strategici, promuovendo modelli di business e di design circolari per ridurre gli impatti negativi della produzione e del consumo, estendendo la vita dei tessuti e aumentando l’utilizzo di materiali riciclati, ma anche realizzando una migliore raccolta, riutilizzo e riciclaggio dei rifiuti tessili.

 

SISTEMA ECOLIGHT

Ecotessili è parte integrante di Sistema Ecolight, hub multiconsortile di produttori cui fanno riferimento oltre 2.800 aziende, già operante all’interno dello schema EPR con il consorzio Ecolight dal 2004 per i RAEE e le pile e gli accumulatori e con il consorzio Ecopolietilene dal 2020 per i beni in polietilene. All’interno di Sistema Ecolight c’è anche il consorzio Ecoremat (ingombranti) e la società operativa Ecolight Servizi che garantisce servizi di raccolta, recupero, formazione e conformità ambientale alle imprese su tutto il territorio nazionale.

Ecotessili ha sottoscritto la Politica di qualità per l’ambiente adottata dal Sistema Ecolight.

Il Consorzio è certificato ISO 9001 e ISO 14001.

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IL CONTESTO TESSILE

Gli impatti dell’industria tessile sull’ecosistema sono rilevanti. Molteplici studi condotti da importanti centri di ricerca riportano le criticità derivanti dall’elevato consumo di acqua (ci vogliono 2.700 litri d’acqua per produrre una maglietta di cotone), dall’inquinamento derivante dai pesticidi e dalle emissioni di gas a effetto serra.

“Utilizzando i dati di Sustainable Apparel Coalition e di Textile Exchange, si stima che le emissioni del settore dell’abbigliamento siano state pari a 1,025 giga tonnellate di CO2e nel 2019. Se non vengono controllate, le emissioni cresceranno fino a 1,588 giga tonnellate entro il 2030” (World Resources Institute, “Roadmap to Net Zero: Delivering Science-Based Targets in the Apparel Sector”, 2021).

Il commercio globale di prodotti tessili si sta espandendo in modo esponenziale: i giganti della produzione di abbigliamento come gli Stati Uniti, la Cina, l’India e i Paesi dell’Unione Europea stanno aumentando la loro produzione per fare fronte all’accelerazione dei consumi legata al fenomeno del “fast fashion”.

In considerazione del preoccupante impatto ambientale e delle richieste sempre più insistenti di un’azione concertata per combattere il cambiamento climatico, l’Unione Europea ha approvato l’obbligo per gli stati membri di adottare lo schema EPR per i prodotti tessili dal 2025. In Italia, con il decreto legislativo 116/2020 questo obbligo è stato anticipato al 1° gennaio 2022.

Per dare vita al regime EPR, le aziende tessili sono in attesa del quadro di rifermento che indichi le modalità operative. Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha annunciato l’emanazione del decreto per i primi mesi del 2026.

Report di Sostenibilità Sistema Ecolight 2024

Rapporto Sociale Sistema Ecolight 2023

Rapporto Sociale Sistema Ecolight 2022