La transizione ecologica del settore moda italiano segna un punto di svolta sul piano normativo. Come riportato da una nota del MASE, la Conferenza Unificata ha espresso parere favorevole sullo schema di regolamento che introduce il regime di Responsabilità Estesa del Produttore (EPR) per i prodotti tessili. Questo via libera rappresenta un tassello cruciale nel complesso procedimento legislativo coordinato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Come spiega il Ministro, Gilberto Pichetto Fratin: «Con questo provvedimento responsabilizziamo chi immette per primo i prodotti tessili sul mercato nazionale, chiamandolo a contribuire concretamente alla gestione del fine vita dei beni. Si tratta di una riforma attesa da tempo, che dà attuazione a uno degli strumenti cardine della Strategia Nazionale per l’Economia Circolare e introduce regole chiare, favorendo una filiera più efficiente, trasparente e orientata alla sostenibilità».
In questo contesto di imminenti adempimenti, il consorzio Ecotessili si conferma il partner affidabile per permettere alle aziende di allinearsi ai nuovi standard.
Le tappe dell’iter burocratico e legislativo
Il testo approvato dalla Conferenza Unificata non è ancora il decreto definitivo, ma l’atto intermedio più importante. La road map burocratica prevede ora tre passaggi fondamentali per arrivare alla piena operatività e all’entrata in vigore degli obblighi per i Produttori:
- Parere del Consiglio di Stato: lo schema di regolamento viene inviato ai giudici amministrativi per il vaglio di legittimità formale.
- Firma del Ministro: superati i controlli, il Ministro Gilberto Pichetto Fratin firmerà il decreto ministeriale ufficiale.
- Pubblicazione in Gazzetta Ufficiale: il decreto viene pubblicato per esteso, definendo la data ufficiale di entrata in vigore del regolamento.
Chi deve adeguarsi secondo il testo normativo
Viene indicato come “produttore” l’azienda che immette per prima sul mercato italiano un determinato prodotto tessile. Include quindi:
- Fabbricanti che producono in Italia e immettono sul mercato con proprio marchio.
- Importatori e distributori che introducono capi esteri sul mercato nazionale.
- Piattaforme di e-commerce, equiparate ai distributori fisici.
L’obiettivo della norma è garantire la totale tracciabilità dei materiali immessi per assicurare un corretto flusso finanziario capace di sostenere economicamente l’intera gestione dei tessili: dalla raccolta, fino al trattamento e riciclo.
Per sapere quali prodotti sono inseriti nell’EPR, Ecotessili ha sviluppato un apposito tool per aiutare le imprese del settore. Scoprilo qui.
Ecotessili: il braccio operativo per la conformità aziendale
Con l’arrivo del decreto EPR per i tessili, le aziende sono chiamate a gestire tutte le fasi previste aderendo a un sistema collettivo. Il consorzio Ecotessili interviene proprio in questo momento cruciale per:
- Attuare l’EPR: il consorzio agisce per conto del produttore nell’adempimento degli obblighi di gestione del fine vita dei prodotti.
- Certificare la tracciabilità: il sistema collettivo gestisce la reportistica richiesta dal Ministero sui flussi di rifiuti e sui quantitativi immessi sul mercato.
- Applicare il contributo ambientale e l’eco-modulazione per assicurare una corretta gestione dei tessili. L’ecocontributo sarà valutato anche sulla base dell’ecodesign del prodotto, andando a premiare la sostenibilità del prodotto stesso.
Per ogni chiarimento, Ecotessili è a disposizione. Contatta il Consorzio.

